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Mia Martini - Il Giorno Dopo (1973)
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Mia Martini - Il Giorno Dopo (1973)
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Mia Martini - Il Giorno Dopo (1973)

28-05-2015, 10:05
Pop | FLAC / APE



Mia Martini - Il Giorno Dopo (1973)


Artist: Mia Martini
Title Of Album: Il Giorno Dopo
Year Of Release: 1973
Label: Sony Music
Genre: Italian Pop, Musica leggera
Quality: FLAC (tracks+.cue)
Bitrate: lossless
Total Time: 47:50
Total Size: 287 mb
WebSite: amazon

Tracklist:

1 Ma Quale Amore
2 Picnic (Your Song)
3 Il Guerriero
4 Bolero
5 Dimmelo Tu
6 Minuetto
7 Mi Piace
8 La Malattia
9 Tu Sei Così
10 La Discoteca
11 Signora (Señora)
12 Dove Il Cielo Va A Finire

Direzione d'orchestra e arrangiamenti
Natale Massara e orchestra: Ma quale amore, Picnic, Bolero, Dimmelo tu, Minuetto, La malattia, Tu sei così, Signora;
Gianfranco Lombardi e orchestra: Il guerriero, Mi piace, La discoteca e Dove il cielo va a finire.

Musicisti
Mia Martini: voce
La Bionda: chitarra
Salvatore Fabrizio: chitarra
Furio Bozzetti: pianoforte
Maurizio Fabrizio: chitarra
Dario Baldan Bembo: tastiera
Massimo Luca: chitarra
Leonardo Ricchi: chitarra
Andy Surdi: batteria
Mino Fabiano: basso
Grimm: cori

Il giorno dopo bissa il successo del precedente album, merito anche delle collaborazioni con Bruno Lauzi, Maurizio Fabrizio, Maurizio Piccoli, Dario Baldan Bembo e Antonello Venditti, e della bellezza dei brani da loro scritti. Piccoli firma il testo di Picnic, versione in italiano di Your Song di Elton John.
Il brano trainante è Minuetto, vincitore del Festivalbar dello stesso anno.
Il guerriero e Bolero furono invece presentati alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia e in trasmissioni televisive come Under 20 e Quando il gatto ci mette la coda. Ne fu stampato un singolo promozionale, ma i due brani non vennero mai pubblicati su 45 giri.
In Bolero fu peraltro censurato il verso <<il pensiero è un gesto libero se vuoi>>, giudicato 'eversivo' nel diffuso clima di sospetto che caratterizzò gli Anni di piombo.
La malattia è una delle primissime canzoni su un tema allora parecchio insolito come quello della tossicodipendenza, ed è senz'altro una delle più emozionanti dell'album.
Altro brano piuttosto significativo e suggestivo è sicuramente Dove il cielo va a finire, scritta da Maurizio Fabrizio in ricordo di un amico scomparso: quasi un tentativo di raggiungere quel luogo ideale e pacificato in cui tutto giunge e viene riconosciuto per ciò che è.






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